Ministero per i Beni e le Attivitą Culturali Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Eminila-Romagna

Soprintendenza


INFORMAZIONI

Con DM 44 del 23/01/2016 è in corso la riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, alla riorganizzazione, anche mediante soppressione, fusione o accorpamento, degli uffici dirigenziali, anche di livello generale, del Ministero.
> Struttura organizzativa MiBACT

A seguito di tale nuova riorganizzazione a decorrere dall'11 luglio 2016 la Soprintendenza di Ravenna ha acquisito competenze anche in materia archeologica. Pertanto la sua denominazione è mutata in Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
  Il dirigente di questa Sorprintendenza è l'architetto Giorgio Cozzolino.
 



Si comunica che a seguito della riforma ministeriale di cui al DPCM 29 agosto 2014, n. 171, recante il Regolamento di organizzazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, a decorrere dallo scorso 9 marzo la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini ha mutato territorio e ambito di riferimento, acquisendo competenze anche in materia di beni storico-artistici. Pertanto la denominazione è mutata in Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini.
Il dirigente di questa Soprintendenza è l'architetto Giorgio Cozzolino.


La provincia di Ferrara rientra ora nel territorio di competenza della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per le province di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara con sede a Bologna e dirigente l'arch. Gianna Gaudini.
I musei e i monumenti che afferivano alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena, Rimini sono confluiti nel Polo Museale Regionale dell'Emilia-Romagna con sede a Bologna, la cui direzione è stata affidata al dottor Mario Scalini.


La Soprintendenza per i Beni Architettonici e per Paesaggistici di Ravenna, la prima in Italia, fu istituita con R.D. n. 946 del 02/12/1897. Il Soprintendente era Corrado Ricci (1858-1934), che inizia i restauri storici dei monumenti tardo-antichi e bizantini della città. Con R.D. 01/12/1910 si trasforma poi nella Soprintendenza della Romagna, sotto la direzione di Giuseppe Gerola e Ambrogio Annoni. Tra il 1923 e il 1939 la Soprintendenza diventa sezione distaccata di quella per l'Arte Medievale e Moderna di Bologna, tornando autonoma nel 1939, con competenza territoriale sulla Romagna e Ferrara per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio architettonico e ambientale.

La Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara,  Forlì'-Cesena e Rimini esercita, nel territorio di competenza, l’attività di tutela, conservazione e valorizzazione dei beni immobili di interesse storico e artistico realizzati da oltre cinquant’anni, appartenenti a enti pubblici o istituti legalmente riconosciuti; l’attività si estende anche ai beni immobili appartenenti a privati, se dichiarati di interesse particolarmente importante e notificati in forma amministrativa ai proprietari tramite Decreto Ministeriale emanato ai sensi della Legge 1 giugno 1939, n. 1089 (in vigore fino al 10/01/2000) o tramite Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 recante il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ai sensi dell'art. 10 della Legge 6 luglio 2002 n. 137 (in vigore dal 01/05/2004).

Ai sensi dell’articolo 21del Codice, qualunque progetto di intervento su un bene di interesse storico artistico deve essere preventivamente approvato dalla Soprintendenza, ai fini della valutazione della compatibilità con le esigenze di tutela.

Soltanto in casi di assoluta urgenza, ai sensi dell’articolo 27del Codice, il proprietario di un immobile tutelato può agire di sua iniziativa per le opere di pronto intervento, dandone però immediata comunicazione alla Soprintendenza e inviando successivamente il progetto completo, che deve essere comunque approvato.

Ai sensi dell’articolo 50 del Codice, gli interventi relativi al restauro o al distacco di affreschi, stemmi, graffiti, iscrizioni, tabernacoli e altri ornamenti di edifici, anche nel caso che appartengano a privati e non siano stati notificati, devono essere preventivamente autorizzati, a garanzia della loro integrità e loro conservazione.

L'attività del personale tecnico-scientifico ed amministrativo, è organizzata per zone con a capo un funzionario responsabile architetto direttore coordinatore.

Alla Soprintendenza compete un'attività molto articolata che abbraccia sia i recuperi strutturali, sia il restauro di monumenti, facciate, soffitti lignei, sia la messa a norma di edifici di interesse storico-artistico. Il territorio da proteggere, luogo di altissima concentrazione di capolavori dell'arte italiana, determina problematiche di particolare complessità. Nel settore dei beni immobili, la tutela tende inoltre sempre di più a investire non soltanto singoli edifici, ma interi quartieri dei centri storici le cui caratteristiche siano tali da mantenere il senso della vita di un'epoca passata, mentre le radicali trasformazioni delle zone periferiche determinano la necessità di creare intorno a edifici storicamente significativi aree di rispetto, secondo quanto lo stesso Codice consente con le norme dell'articolo 45.

L’esercizio della tutela da parte dei responsabili si esplica attraverso:

  • Attività ispettiva nel territorio di competenza, per una verifica dello stato di conservazione dei beni mobili e immobili e della destinazione degli immobili ad un uso compatibile con le loro caratteristiche; eventuali intimazioni a lavori di particolare urgenza ai fini della buona conservazione
  • Approvazione di progetti di restauro dei beni mobili e immobili vincolati, di modifiche strutturali legate alla destinazione d’uso, di messa in opera degli impianti di sicurezza in base alle normative vigenti, di restauro del partimonio storico artistico
  • Direzione di restauri su beni mobili e immobili sottoposti al Codice, effettuati con finanziamenti statali
  • Verifica della corretta realizzazione degli interventi manutentivi, di conservazione e di restauro sui beni mobili e immobili di proprietà privata notificati

All’interno della Soprintendenza, gli uffici svolgono il compito di fornire al pubblico una serie di servizi relativi ai beni mobili e immobili tutelati ai sensi del Codice e in particolare: dati sulla situazione dei vincoli o sulle schede di catalogo, sulle pratiche relative alle concessioni d’uso dei beni demaniali, sulle certificazioni per agevolazioni fiscali ai sensi del T.U.I.R., emanato con D.P.R. 917/1986, così come modificato con D.Lgs. 344/2003, sui contributi statali previsti dagli artt. 34, 35, 36 e 37 del Codice.

L’Ufficio Vincoli in particolare si occupa della verifica dell’interesse culturale prevista dall’art. 12 del Codice relativamente ai beni di proprietà demaniale, di enti pubblici e territoriali e di persone giuridiche private senza fini di lucro, del procedimento di dichiarazione dell’interesse culturale dei beni di proprietà privata, delle autorizzazioni alle alienazioni dei beni di proprietà privata, dell’istituto della prelazione.

La Soprintendenza ha inoltre facoltà di intervento e di controllo, come sottolineato dal Codice, parte terza Titolo I sulla tutela delle Bellezze Naturali.

Tale facoltà, di competenza dei funzionari di zona, si esplica attraverso un controllo di legittimità delle approvazioni rilasciate dagli Enti locali.

Dipendono inoltre dalla Soprintendenza alcuni complessi monumentali di proprietà dello Stato, adibiti ad uso monumentale.